Problematiche in stabilimento da onde di sovratensione

Gli effetti delle onde di sovratensione sono i seguenti:

a) Malfunzionamenti, in termini di blocchi improvvisi non programmati (quindi non coordinati) di utenze elettronicamente controllate (es. computers, dispositivi di rilevamento, PLC, macchine a controllo numerico, inverters, ecc.).
Infatti, quando un'onda impulsiva di sovratensione viene ad interessare, per accoppiamento induttivo o capacitivo, un circuito elettronico di comando/regolazione essa può essere letta da quest'ultimo come un vero e proprio segnale; il circuito accetta perciò il segnale ed opera di conseguenza; questo in genere comporta anomalie di funzionamento sulle utenze governate da detto circuito elettronico (ad es. arresti improvvisi di motori). In genere, dopo un semplice reset, l'utenza può essere elettricamente ripristinata ma, in certe linee di lavorazione (es. processi biochimici, cartiere, rotative di stampa, ecc.) queste discontinuità possono arrecare danni economici consistenti per mancata produzione.

b) Guasti, in particolare di condensatori e di schede elettroniche; per queste ultime il guasto non è, in genere, abbinato all'evento (es. fulmine) ma si verifica con effetto ritardato.
In dettaglio:

I CONDENSATORI:
I condensatori sono intrinsecamente molto sensibili alle sovratensioni, che ne forano gli strati e ne modificano i valori capacitivi. I condensatori di potenza (es. quelli adottati per i rifasamenti), sono in genere già stressati dalle armoniche generate in rete dai dispositivi elettronici di potenza quali i converters e gli inverters; l'onda di sovratensione è spesso la goccia che fa traboccare il vaso, provocando il guasto del condensatore. Il guasto è in genere facilmente individuabile: il condensatore esplode in c.to c.to oppure non si raggiunge il cosfi di rete.

L'ELETTRONICA:
Nelle schede elettroniche, invece, l'eventuale guasto è più subdolo. Accade infatti che, all'arrivo di sovratensioni particolarmente energetiche, vengano a guastarsi i dispositivi di protezione della scheda, mentre quest'ultima apparentemente continua a funzionare egregiamente come prima.
Si guastano infatti prioritariamente:

- i soppressori d'arco od i piccoli scaricatori di sovratensione (anch'essi ad ossido di zinco), presenti in ingresso alle schede, capaci di scaricare sovratensioni con valori energetici limitati e/o i piccoli condensatori che costituiscono l'asse portante dei filtri di ingresso delle schede (alimentazioni e ingresso segnali). Talvolta cambia semplicemente il valore della capacità, spostando su un'altro intervallo di valori l'effetto del filtraggio.

La scheda, priva anche di una sola delle due protezioni di cui sopra, avrà funzionamenti anomali e, prima o poi, dovrà essere sostituita con una nuova; raramente tuttavia viene eseguita l'analisi del malfunzionamento e correttamente individuata la sua originaria causa.