Che cosa succede

Le abituali circostanze che immettono in rete dannosi fenomeni di sovratensione sono le seguenti:

1. Manovre su grossi carichi

Ad es. quelle esterne dell'Ente erogatore di Energia Elettrica; critiche, in particolare, le manovre in emergenza degli interruttori di cabina per interrompere eventuali corto circuiti di rete (NB: n░ 3 tentativi di richiusura in automatico). In stabilimenti siderurgici o similari sono anche da considerare alcune particolari manovre interne (es. distacco di alimentazione di grossi forni elettrici ad induzione).

2.Campi magnetici intensi a causa di temporali di forte intensitÓ

In conseguenza ai punti 1) e 2), viene immesso nel cavo elettrico un "pacchetto di energia" caratterizzato da un picco di tensione (anche parecchie decine di kV) che viaggia lungo il cavo (per effetto capacitivo) a velocitÓ elevatissima, non di molto inferiore alla velocitÓ della luce (quest'ultima pari a circa 300.000 km/sec).
Detto fenomeno viene chiamato "onda di sovratensione".
Se il cavo va ad interrompersi (ad es. presso un'utenza lontana scollegata/sezionata), l'onda rimbalza in quel punto e ritorna indietro (raddoppiando di valore nel punto di inversione di direzione).
Se il circuito viene a chiudersi momentaneamente a terra tramite un corto circuito secco (ad es. tramite uno scaricatore di sovratensione), l'energia di sovratensione si scarica in parte a terra, con correnti dell'ordine dei kA per un tempo piccolissimo, dell'ordine dei micro-secondi (NB: gli interruttori di linea lavorano su tempi dei milli-secondi).

Da ricordare: onda di sovratensione = stress all'isolamento.